Gruppi di parola per figli di genitori separati

Gruppi di parola per figli di genitori separati

Gruppi di parola per figli di genitori separati

Gli adulti…dovrebbero ascoltare i bambini: detengono le chiavi dell’amore, della fede e della speranza nella vita al di là delle sofferenze e dei drammi familiari e sociali di cui condividono le pene, ognuno a seconda dell’età e dei propri talenti naturali. – F. Dolto, 1988

La separazione è una decisione presa dagli adulti che non va messa in discussione né mai giudicata.

Indubbiamente la rottura di un legame porta con sé dolore, rabbia, frustrazione, sentimenti di perdita e di abbandono sia per i genitori che per i figli.

Cercare di tenere in disparte il bambino durante il percorso della separazione, nell’intento di proteggerlo dal conflitto che contrappone i genitori, non consente al minore di dare un senso a ciò che sta accadendo intorno a lui pur intuendone la gravità, provocando sentimenti di confusione, ansia, tristezza, solitudine e talvolta di colpa.

Per i più piccoli il trauma della separazione sembra ancora più grande se non si danno spiegazioni, e se manca la comunicazione tra i genitori e i figli, si amplificano le inquietudini, le difficoltà ad esprimersi e l’insicurezza.

Solo attraverso la parola possono ricordare, elaborare gli eventi e le perdite, capire e dare un senso alla separazione. Se circolano informazioni distorte o manca addirittura l’occasione di comunicare, queste rappresentano un rischio per il bambino che non ha la possibilità di elaborare ciò che gli accade attorno.

Gli interventi di supporto e sostegno si rivolgono per lo più ai genitori, attraverso percorsi di sostegno alla genitorialità, percorsi di mediazione familiare in caso di elevata conflittualità, ma anche di terapia individuale, di coppia, di gruppo, gruppi di auto aiuto.

Inoltre gli adulti trovano occasioni di confronto sul tema della separazione, si scambiano pareri, chiedono informazioni, si confidano con amici e parenti.

Di contro, i bambini, non hanno un loro spazio di ascolto, diventano un argomento di discussione, non un soggetto in grado di discutere.

Come condurre il bambino a riprendersi il suo posto, senza sostituirsi a quello dei genitori? Come farlo uscire da un conflitto di lealtà di cui è prigioniero, senza tradire i genitori? Come preservarlo dai sensi di colpa? Come contenere le perdite materiali ed emotive che affronta?

Il gruppo di parola si configura come una grande occasione per i figli di genitori separati, uno strumento efficacissimo, che permette a bambini ed adolescenti, con l’aiuto di un esperto neutrale, di affrontare e parlare di problematiche complesse e di essere ascoltati in uno spazio intimo e protetto, coinvolgendo in tale cambiamento anche la famiglia e l’ambiente che li circonda.

Grazie ai gruppi di parola, i minori sono aiutati a dare una dimensione storica all’evento separazione, a trovare un senso ai cambiamenti avvenuti, ma anche a far intravedere un futuro accettabile.

È uno spazio-tempo dedicato appunto ai bambini e adolescenti che vivono la separazione dei genitori e all’interno del quale possono esprimere attraverso la parola principalmente, ma non solo, i propri sentimenti e possono dare un nome alle difficoltà quotidiane.

È un intervento di gruppo attraverso il quale i figli si confrontano e cercano di trovare delle soluzioni e tentano di riattivare la comunicazione con i genitori.

Grazie al sostegno del gruppo il bambino o l’adolescente riesce a prendere le distanze dal conflitto genitoriale e ad avere una maggiore consapevolezza dei suoi bisogni e delle sue domande.

Attraverso questo intervento si cerca di promuovere il benessere dei minori che vivono momenti di disagio e confusione legati alla separazione dei genitori.

Negli Stati Uniti e successivamente in Europa da diversi anni si sono diffusi i gruppi di parola, di sostegno e confronto per bambini in rottura dei legami.

In Italia, proficuo e fondamentale è stato il connubio tra l’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e la dott.ssa Simon, (con cui mi sono formata) ottenendo il titolo di conduttore di gruppi di parola, che ha contribuito a diffondere questa buona prassi nei servizi pubblici e privati che si occupano di minori e famiglia.